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Le fasi del sonno dei bambini

Fasi del sonno dei bambini
Le fasi del sonno del bambino sono le stesse degli adulti? Perché i bambini quando si svegliano non riescono a riaddormentarsi? Cosa ci si può aspettare dal sonno di un bambino e perché a volte ci sembra così imprevedibile? Cerchiamo di rispondere a tutte queste domande con l'aiuto di un'esperta di sonno infantile.

Cosa trovi in questo articolo

LE FASI DEL SONNO

Il sonno degli esseri umani è costituito da diverse tappe, durante le quali il nostro cervello emette onde cerebrali diverse:
  • 1° Stadio: nell’addormentamento, si passa dalla veglia, caratterizzata da onde cerebrali Beta, al sonno leggero, durante il quale prevalgono le onde Alpha. L’addormentamento dura normalmente circa 20 minuti, in questo periodo si passa dalla fase di “allerta” al sonno.
  • 2° Stadio: si passa alle onde cerebrali Theta, legate all’immaginazione, e i muscoli si rilassano; restiamo nel sonno leggero.
  • 3° Stadio: scendiamo in una fase di sonno più profondo, le onde si fanno più lente e ampie: sono le onde Delta, quelle del sonno profondo e senza sogni.
  • 4° Stadio: ecco il sonno profondo e rigenerativo, la fase detta “Nrem”, momento di risposo e della rigenerazione del corpo.
  • La fase REM è quella dei “Rapid Eyes Movements” e sopraggiunge in media dopo 70 minuti dall’addormentamento. Gli occhi si muovono sotto le palpebre, la persona appare agitata, la respirazione è irregolare, il battito cardiaco e la pressione aumentano. Sembra che la persona che è in questa fase si stia per svegliare ma in realtà è la fase di sonno più profondo (sonno paradossale). Dura circa 20 minuti ed è il momento in cui sogniamo. Le onde cerebrali sono molto simili a quelle dello stato di veglia.
    La fase REM torna ciclicamente durante la notte e ogni ciclo di sonno dura circa 90 minuti, con fasi REM sempre più lunghe ad ogni ciclo.
  • Dopo lo stadio REM c’è un breve passaggio intermedio che assomiglia alla prima fase di addormentamento e riparte un nuovo ciclo dall’addormentamento. Questi stadi ovviamente si susseguono senza interruzioni, e si ha un buon sonno quando si completano almeno 3 o 4 cicli di sonno.

Le fasi del sonno del bambino: in cosa differiscono da quelle degli adulti?

Nei bambini il ciclo del sonno funziona in modo differente.

La principale differenza è indubbiamente la durata complessiva di ogni ciclo di sonno dei bambini, che dura circa un’ora, equamente diviso tra sonno REM e non-REM.

Il sonno REM dei bambini ha quindi una quota del 50% circa alla nascita, poi passa al 25% tra i 2-3 anni e verso i 5 anni diventa del 20%, come nell’adulto.

Il sonno REM ha una durata maggiore da molto piccoli perché serve allo sviluppo cerebrale.
È interessante osservare che questa fase diminuisce a circa il 14% nell’anziano.

L’alternarsi dei diversi cicli di sonno generalmente porta i bambini piccoli a dei micro risvegli tra un ciclo e l’altro e, poiché i loro cicli di sonno sono più brevi, ciò significa che si svegliano con più frequenza: infatti, immaginando le 6 ore di sonno, l’adulto può svegliarsi 3 volte contro le 6 del neonato.

Ciò che spesso accade è che, tra un ciclo e l’altro di sonno, avvengano dei micro risvegli. Gli adulti in genere si girano dall’altra parte e ripartono con un nuovo ciclo. I bambini piccoli, invece, qualche volta riescono a fare la stessa cosa, ma il più delle volte fanno fatica a riaddormentarsi da soli tra un ciclo e l’altro e quindi chiamano gli adulti per essere supportati nel riaddormentamento.

Tutto questo è assolutamente normale.

La figura del genitore nelle fasi del sonno del bambino

È importante considerare che non c’è assolutamente niente di anormale nel fatto che, viste le fasi del sonno dei bambini, questi si sveglino con frequenza elevata e spesso non riescano a riaddormentarsi da soli, chiedendo il supporto dei genitori.

Confrontandoci con l’esperta di riposo infantile, Valentina Marco, abbiamo sentito confermare proprio questa tesi anche dalla sua esperienza. Riportiamo qui la sua interessante osservazione:

“Una cosa essenziale che purtroppo non viene mai considerata quando si parla di sonno e bambini è che la relazione del bambino con le figure di riferimento che si prendono cura di lui è chiave.

Molte volte, se non tutte, mi capita di andare a cambiare la relazione mamma/papà-bambino ai fini di porre entrambi nei giusti ruoli: la mamma/papà leader e il bambino follower o dipendente.

Ebbene sì: tutto questo chiasso sull’indipendenza del bambino ha le sue radici in una società in cui non riusciamo più a dedicare ai nostri figli il tempo che meritano.
L’importanza dell’attaccamento è passata in secondo piano e ci troviamo sempre più in difficoltà a trovare un equilibrio tra i bisogni fisiologici del bambino e i nostri.
E allora vogliamo che crescano più in fretta di quanto già non facciano, e li spingiamo verso un’indipendenza, oserei dire, patologica.

Come dice il Dr Gordon Neufeld, psicologo evolutivo, che tratta il tema dell’attaccamento in modo esaustivo, quello che a noi sembra indipendenza è in realtà solo una dipendenza trasferita.
Abbiamo così tanta fretta che i nostri figli siano in grado di fare le cose da soli che non vediamo quanto siano realmente dipendenti.

Come il potere, la dipendenza è diventata un tabù. Vogliamo che i nostri figli siano auto-diretti, auto-motivati, auto-controllati, auto-orientanti, auto-sufficienti e sicuri di sé.
Abbiamo dato un tale premio all’indipendenza che perdiamo di vista l’importanza dell’infanzia.”

Valentina Marco

Il sonno dei neonati è frammentato e insicuro

Il bambino lasciato nel lettino, non può avere un addormentamento veloce e immediato. I bambini hanno bisogno di vicinanza e contatto e sapere che mamma e papà sono nei paraggi per potersi abbandonare al sonno in serenità. 

Il bambino ha bisogno di sentirsi protetto, al sicuro, accompagnato nel sonno.

Ci saranno momenti del sonno del bambino durante i quali lo vedrete muoversi, mugolare, aprire gli occhi persino, ma continuerà a dormire.
Si tratta di fasi di passaggio tra il sonno REM e NREM ed è un comportamento normale, perché qui il sonno è più “delicato”, più agitato e si trova in una fase in cui può essere spezzato facilmente.
Non svegliarlo in questa fase è molto importante, perché consentirà al piccolo di imparare a costruire un legame solido tra le diverse fasi del suo sonno.

Mentre inizia a regolare le fasi del suo sonno gradalmente e impara che mamma e papà sono vicini per supportarlo, il bambino farà sempre meno affidamento su aiuti esterni per addormentarsi e riaddormentarsi.
È un processo che arriva in momenti diversi per ogni bambino, proprio come imparare a camminare o a parlare. Se l’attaccamento alle persone che si prendono cura di lui è avvenuto nel modo corretto, vedremo un cammino verso l’indipendenza del bambino.

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 Abbiamo compreso che il sonno per i bambini è un’abilità naturale alla quale vanno accompagnati con presenza, vicinanza e amore dai genitori esattamente come fanno per la lingua o per le abilità motorie.

Come i genitori supportano i loro figli nell’imparare a parlare e camminare, troviamo che lo stesso impegno dovrebbe essere profuso nell’aiutarli a capire che il sonno è un posto sereno in cui andare e rimanere. Il bambino deve dipendere profondamente dal genitore perché possa essere indipendente, anche nel sonno, quando sarà pronto.

Un ambiente sicuro e tranquillo, un buon materasso e la giusta cura potranno fare la differenza.

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Questo articolo è stato scritto grazie alla collaborazione con...

Valentina Marco
Valentina Marco

Sono Valentina, consulente del sonno infantile: una specialista nel trattamento dei disturbi del sonno legati ai primi anni di vita, i quali coinvolgono, naturalmente, anche la qualità del sonno e il benessere dei genitori.

Sono italiana ma vivo a Vancouver BC, con mio marito Fabrizio e i miei due bambini, Noah ed Ari. Sono una persona molto solare, amo la vita e amo interagire con le persone per aiutarle a ritrovare la serenità perduta.
Mi trovate su babybuonanotte.com

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