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I sogni dei bambini: come sono fatti e quando iniziano

Sogni bambini
I bambini, anche i neonati, nel sonno si agitano, sorridono, fanno smorfie e movimenti. È immediato immaginare che stiano sognando. Ma come possono farlo, se non hanno ancora la visione completa e "narrativa" del loro mondo?

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I sogni dei bambini in gravidanza

Ebbene sì. I sogni dei bambini iniziano ben prima di quanto ci aspetteremmo.
La vita fetale, infatti, è già ricca di attività onirica. Il bambino nel grembo materno dorme per moltissime ore; si è calcolato che il feto trascorre tra l’80 e il 90% del suo tempo dormendo e il 50% di questo tempo, lo passa in media sognando.
In particolare, è la fase REM del sonno del bambino a portare così tanti sogni. Si tratta di una fase in cui l’attività cerebrale è molto piena e vivace.

I primissimi sogni del feto iniziano con la sua attività oculare, che permette il formarsi di una primissima forma di coscienza.

Tuttavia l’universo di un bambino ancora nell’utero materno, è prevalentemente sonoro.
La voce della madre, il suo battito cardiaco, i rumori esterni. Molto probabilmente i sogni dei bambini in questa fase sono fatti di suoni, prima di tutto.
Dall’ottava settimana di gestazione in avanti, insomma, la mente di un bambino è già pronta a produrre sogni che contribuiranno al suo sviluppo futuro. E dato che la percentuale di tempo che trascorre dormendo è elevatissima, lo è anche il volume dei suoi sogni quotidiani.

I neonati sognano

I neonati sognano, sì.
I sogni dei bambini ancora nel grembo materno, abbiamo visto, sono una sorta di elaborazione dell'”abc” sensoriale che l’individuo inizia a esperire. Suoni, sensazioni tattili, gusti, percezione dei movimenti. Ed è da questo primo insieme di tasselli che germoglieranno poi, arricchiti dalla nuova esperienza del mondo, i sogni dei bambini appena nati, nelle loro prime settimane di vita.

Il mondo esterno si sovrappone al mondo appena “lasciato”, quello del grembo materno, in un’attività onirica che resta comunque molto attiva.

I neonati sognano per ben 8-9 ore al giorno.
Ci si chiederebbe come sia possibile, dato che in questo periodo non esistono ancora strutture narrative per “raccontarci” il mondo, né quelle linguistiche per esprimerlo.
Ma i sogni dei bambini nei primissimi mesi di vita sono essenziali per consolidare, rielaborare, dare una prima interpretazione basilare a tutti gli stimoli che provengono dal nuovo mondo all’interno del quale si trovano.

Le “pure” sensazioni, gli istinti primordiali già presenti in fase prenatale, si sovrappongono alle esperienze quotidiane dopo la nascita. Prendendo nuovo senso.
L’istintivo riconoscimento di un’espressione facciale di felicità viene, per esempio, confermata e rafforzata dal viso sorridente della madre e del padre.

Insomma, l’attività onirica dei neonati è importantissima per avviare il processo di decodifica e riconoscimento degli input esterni, per iniziare a strutturare l’infinità del mondo in schemi chiari, propri della specie umana.

I neonati sognano

i sogni dei bambini prima dei 3 anni

Prima dei 3 anni, è difficile indagare sulla natura dei sogni dei bambini. Il motivo, semplicemente, è che i piccoli non sono ancora in grado di raccontarli e molto spesso la verità e la fantasia si confondono decisamente con i fatti onirici.

In generale a quest’età, tuttavia, i sogni dei bambini sono piuttosto chiari, semplici e riflettono le giornate che hanno vissuto, sono un piccolo palcoscenico semplificato che replica le esperienze fatte durante la veglia. Difficilmente in questo periodo, i sogni dei piccoli hanno un valore simbolico.

In questa fase, tuttavia, i sogni possono essere tuttavia molto utili a “turar fuori” momenti o sensazioni non ben elaborate durante il giorno, emozioni che sono rimaste “sospese” nella loro coscienza.
È per questo che i bambini sotto i tre anni sognano e ridono, si turbano, si muovono e reagiscono.

C’è una differenza piuttosto importante, poi, tra il sonno REM dei bambini così piccoli e quello degli adulti.
Per entrambi, la fase REM è quella durante la quale si sogna, ma gli adulti, mentre sognano, non possono muoversi a causa di una fisiologica paralisi dei muscoli, messa in atto dal corpo in modo che evitino di riprodurre i movimenti dei sogni. Per i bambini questa paralisi non avviene.
È anche per questo motivo che i sogni dei bambini sotto i 3 anni sono agitati, “vissuti” anche fisicamente, se così si può dire, e possono anche preoccupare i genitori, che vedono i propri figli muovere braccia e gambe e assumere espressioni sempre diverse. Ma è del tutto naturale.

i sogni dei bambini dai 3 ai 5 anni

Da quando il mondo intorno inizia a essere più facile da “narrare”, interpretare, raccontare a parole, i sogni dei bambini evolvono.
A 4 anni i bambini hanno ancora sogni piuttosto semplici, popolati dai genitori, oppure animali, oppure ancora animali che possono rappresentare i genitori o un pericolo.
Non si può dire che ci siano già vere e proprie simbologie interpretabili nei sogni dei bambini a questa tenera età, però spesso ci si troverà davanti al racconto di un’esperienza “emozionante”, per il bambino, ricca di personaggi, a volte strani (la strega, l’orso, ecc). Questi possono di certo iniziare a essere i primi personaggi “rappresentativi” di qualcosa “d’altro”, come la paura, o la rabbia che il bambino reprime.

Interessantissimi i sogni di quest’età, quando il mondo inizia a diventare una storia e i bambini iniziano a raccontarla, nella loro attività onirica, con un misto di fantasie personali e simboli condivisi con chi è loro intorno.

i sogni dei bambini in età scolare

Dai 6 anni in avanti, i bambini hanno acquisito la maggior parte degli strumenti per decodificare e narrare le loro esperienze personali. Questo rende anche i loro sogni più “maturi”.
I sogni dei bambini più grandi di 6 anni hanno una durata simile a quella degli adulti e sono un vero e proprio palcoscenico, sul quale si rievocano emozioni, esperienze, si fanno “esperimenti” per elaborare la propria quotidianità e le proprie emozioni.

In questa fase esistono già i sogni che possono turbare e spaventare il bambino, che però sarà in grado di raccontarlo e quindi di aiutare anche i genitori a supportarlo nel comprendere e non allarmarsi di quanto “vissuto”.
Anche se la maggior parte dei sogni, risulteranno comunque piacevoli, compariranno al loro interno figure ed episodi di ogni tipo: personaggi anche spaventosi, emozioni contrastanti, confusione. Anche elementi sovrannaturali, di pura fantasia, oppure tratti da storie, libri, televisione.

Molto interessante, in questa fase, invitare i bambini a raccontare i loro sogni al risveglio, a disegnarli e a condividerli con i genitori.

In questo modo si avrà una bellissima finestra sulla psiche del bambino, sul suo modo di vivere e rielaborare le esperienze che gli capitano.

 

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